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C'era una volta brand:new. Adesso, c'è Pavlov. Ci si accontenta, dai.
Brand:new era quel programma su MTV con Massimo Coppola, che, oltre a mostrare i migliori video e la miglior musica di MTV, aveva i testi migliori di tutta la tv italiana, o quasi (adesso il programma è condotto da Silvestrin, che dal vivo è inaspettatamente un nano, e ha i testi peggiori della tv italiana).
Uno degli autori di brand:new aveva un blog su blogspot. Poi, quel blog è sparito. Poi, è uscito il libro di brand:new. Io, l'ho comprato.
Meditate, gente, meditate.
Ad memoriam:
Inserito da SAPO!! @ 17:17E, leader degli Eels ha detto: “Per la cultura americana la morte e la sofferenza sono ancora più tabù del sesso”. Be’ a me sembra che in generale non ci sia una cultura contemporanea in cui la morte non sia rimossa, bandita ed esorcizzata in tutti i modi possibili. Forse gli orientali. Mah. In ogni caso quando ero bambino stentavo a comprendere come mai ogni telegiornale, quotidiano, giornale radio non aprisse con questa notizia: “Signore e signori buonasera. Nessuna novità. Purtroppo neanche oggi è stato possibile capire cosa sia la morte e che senso abbia l’esistenza”. Forse ero un bambino un po’ depresso. O forse avevo già capito tutto. Buonanotte.
* * *
Sono andato alla convention dell’Ulivo, a Milano. Perché mi piace la buona musica: avevo letto sul giornale che, tra le altre cose, c’era Red Ronnie a mettere i dischi. Una ventata di novità. Un dito nel sedere al futuro. Insomma nell’attesa degli interventi mi concentro sulla playlist. Il primo pezzo è una bomba: i Lunapop. Ma come, i Lunapop? I Lunapop. Che sono di destra. Ma anche Red Ronnie è praticamente di destra. E allora si capisce tutto. Il secondo pezzo è “Age of Aquarius”, del musical Hair. Un inno alle superstizioni hippie e alla old new age. Poi Vasco, Simon and Garfunkel e infine, top of the pops, Mameli. Tutti cantavano l’inno. Tranne io e Amato. Solo che non potevo fare un’altra brutta figura, già mi guardavano male perché avevo fatto una pernacchia a Mastella. E allora mi sono messo anch’io a cantare l’inno di Mameli. Con le parole dei Lunapop. Così imparano.
* * *
Nick Cave. Come immaginate sia la vita di Nick Cave? Ecco, non è così. Invece ecco com’è. Cave si alza al mattino, presto. Alle otto in punto. E va in ufficio, nel suo ufficio. Dove ha una scrivania. Un pianoforte. E un letto. Che non usa mai. Almeno così dice lui. Alle nove entra e alle sei esce. Come tutti gli impiegati di questo mondo. Dice che questo è un gesto di responsabilità, di rispetto nei confronti del suo lavoro. Mm. Buona idea. Perché uno pensa sempre al cliché dell’artista: torni a casa alle quattro del mattino ubriaco con almeno due attraenti studentesse di letteratura comparata, ti metti lì e scrivi un grande racconto. E invece no. Dalle nove alle sei, in ufficio. Vi ricordate quando avevo incontrato il mio amico operaio sotto casa. “Buon lavoro”, avevo detto io. “Buon divertimento”, aveva detto lui. Ma io stavo andando a lavorare, cioè a casa, cioè a casa a lavorare. Ma non avevo detto niente, mi sentivo comunque in colpa. Allora ho fatto come Cave: adesso ho affittato lo sgabuzzino della casa di un mio amico, senza finestre. C’era una cabina armadio, ma l’ho tolta. Adesso c’è una sedia. Vado lì tutti i giorni dalle nove alle sei. Scrivo molto meno. E peggio. Ma finalmente posso dire cose come: “Vado a lavorare. Chiamami in pausa pranzo. Facciamo un aperitivo all’uscita dell’ufficio”. E adesso i miei amici mi rispettano di più.
brand:new di Massimo Coppola, Giovanni Robertini,Alberto Piccinini edizioni minimumfax 213 pagine - giugno 2002 ISBN 88-87765-62-6
si non solo è nano Silvestrin, ma in coda a prendere le giacche parla come un cretino di libri che ha letto e dei quali s'è fatto delle idee tutte sue (che farebbe meglio a tenersi per sè…). Tipo che parla di B.E. Ellis come ne parlerebbe un generatore casuale di commenti di libri. Roba da piangere.
odio la gente che parla a sproposito di cultura.. mi ricordano quei personaggi manzoniani.. quelli nel quinto girone dell'inferno..
già... renzo e francesca.
silvestrin? un frutto della tv culturale dell'era berlusconi. Che ci lamentiamo, potevano mandarci apicella a brand:new...beh, forse sarebbe stato meglio!
Grazie a Coppola ora c'è Pavlov :) Silvestrin è insopportabile e per il momento non ho ancora trovato nessuno che lo difenda :D
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