elsewhere for now.
soon to be back.
google me if you can.
al blog.

Ceci n'est pas un blog.

e, se lo fosse, si chiamerebbe Naxalite.

efil seog no

Così, me ne sono andato all'ora che avevamo stabilito, puntuale.
Mi sono incamminato come al solito in direzione di corso Battisti, marciapiede sud. Le vetrine di ferragosto come una teoria di tristi cartelli: chiuso per ferie (la libreria), chiuso per fiere (il negozio di animali esotici), chiuso per serie (il negozio dei Jefferson).
Ho visto un uomo col telefonino al collo.
Gli ho chiesto che ore fossero, mi ha risposto con un'acrobazia, "è la mezza spaccata!", aveva l'orologio alla caviglia.
Gli ho chiesto hai da accendere? mi ha risposto con voce roca, la gola infiammata.

sebbene_nonostante : benestante

La telefonata è arrivata del tutto inattesa. D'altra parte, il giusto contrappasso per uno che, come me, è costantemente in attesa.
In un primo momento risentire la sua voce dopo anni mi ha fatto uno strano effetto: tutto sommato eravamo stati bene insieme, e l'avevo mollata troppo bruscamente affinché potessimo spiegarci i se e i ma. Il tono della conversazione telefonica mi aveva addirittura indotto ad un cinico ottimismo, del tipo magari è meglio farsi una doccia prima di uscire, o al limite un bidet, dato che i sentimenti li avevo abbandonati da tempo al capolinea del 69 barrato; chissà, magari sarei potuto pure passare a riprenderli, se ne fosse davvero valsa la pena.
Poi, in serata, mi ha chiamato anche lui, confermandomi l'invito col suo abituale frasario condito da avverbi inopportuni e distici poco elegiaci. L'ho congedato con finto entusiasmo, pensando che, in fondo, anche il bidet sarebbe stato decisamente troppo.
Per l'incontro, ho optato per una t-shirt di propaganda sovietica anni '70, jeans di marketing strategico statunitense e scarpe no-logo Odore semprevivo. Lei era diversa, orgogliosa come al solito, ma invecchiata e sola; lui, non c'era. Abbiamo parlato d'altro, fino a che non fosse troppo tardi, con un arrivederci a sancire il definitivo addio.

citizen:cane

Tornando a casa poi, in coda al casello di Milano Nord, riflettevo sull'importanza di trovare una compagna nella vita che sia davvero in grado di interpretare la fenomenologia del mod_rewrite, quando all'improvviso un dubbio mi si è posto davanti con estrema discrezione, evitando di assalirmi: e se mi fossi sempre sbagliato? Se non fosse Lourdes la città più sfigata dove abitare? Se fosse invece Gubbio, o Gabbiano Cremasco? Non che io abbia mai davvero considerato la possibilità di risiedere in uno qualsiasi di questi ovunque, ma lo stare in coda attiva tautologicamente le mie periferie neuronali, così ne approfitto per costruirmi nuove paranoie cerebrali: a volte riesco a raggiungere un tale stato di grazia da riuscire a interpretare anche gli stereogrammi emozionali. Così, me ne stavo assorto in una vertigo lessicale, le mani sul volante, mentre il tergicristallo dettava metronomicamente un ritmo lento ai miei pensieri, tanto più lento rispetto al procedere della coda da farmi quasi sussultare al casello: la voce metallica della signorina ViaCard, che mi salutava con un AriVEdeRci moderatamente ottimista.
Moderato ottimismo. È quello che ci voleva, e me lo sono fatto bastare. Ho ingranato la prima e sono ripartito.
Lourdes, comunque, era lontana, direzione opposta a Stresa.

Demokrat Politburo

[continua...]