Che fine hanno fatto.
Quando eravamo bambini, e giocavamo in cortile, loro stavano lì, sornioni, e ci osservavano pigramente. I gatti del mio cortile. Inavvicinabili, orgogliosamente randagi, d'estate scandivano i ritmi notturni con corteggiamenti a tripla x. Oggi, nessuno di loro, ne' dei loro eredi, fa compagnia alle tristi mura del mio cortile. Il silenzio notturno è rotto solo da randagie utilitarie, messe a riposo dalle fatiche della tangenziale.
Che fine abbiamo fatto.
Eravamo bambini, e giocavamo in cortile, mentre i gatti se ne stavano lì, sornioni, ad osservarci pigramente. I bambini del mio cortile. Rumorosi, innocentemente anarchici, scandivamo ritmi extra scolastici a colpi di cannellate su box ignari di dover ospitare stanche utilitarie. Oggi, nessun bambino, nostro ne' altrui, rimane a testimoniare la vittoria del gioco sul cemento. Il silenzio diurno è rotto solo dal trillare polifonico dei telefonini di quelli che dovrebbero essere gli odierni eredi delle nostre partite.
Gatti. E bambini. Che fine hanno fatto.
Per quanto mi riguarda, penso che anche stasera mangerò sotto casa mia. Al ristorante cinese.
Marted́, 24 Agosto 2004 @ 19:58 SAPO!! ^top^
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